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mercoledì 23 settembre 2015

Open Day 2015

Sabato 12 settembre ore 14:30 
- OPEN DAY a Villanova (MB) -
  • RACCOLTA NOMINATIVI e SOCIALIZZAZIONE con i bambini

  • GIOCO COLLETTIVO. CERCHIO MAGICO: tracciare con i cinesini un'area rettangolare. All'interno dell'area ogni bambino conduce il pallone in vari modi (a discrezione dell'istruttore). Al comando "CERCHIO" i bimbi tenendo il pallone in mano devono riordinarsi creando un cerchio.
  • DIVISIONE DEI BAMBINI: suddivisione dei bambini in tre gruppi. Nella suddivisione si tenga presente l'età, le abilità e la struttura fisica.
  • GIOCO DEGLI ANIMALI: tracciare con i cinesini un'area rettangolare. All'interno dell'area ogni bambino conduce il pallone in vari modi (a discrezione dell'istruttore). L'istruttore chiama il tipo di animale al quale è associato un determinato esercizio.
    • FENICOTTERO: palla in mano su un piede solo
    • TORO: a quattro zampe spingendo il pallone con la testa
    • SERPENTE: far strisciare la palla sotto la pancia
    • CANGURO: saltare facendo rimbalzare il pallone
  • RUBA PALLONI: tracciare con i cinesini un'area rettangolare. In ogni area rettangolare tracciare "un deposito di palloni". Suddividere i bambini in 2 squadre che cercheranno di rubare i palloni dal deposito degli avversari per riportarli nel proprio deposito. Esercizio a tempo (ex. 2'). Guadagna un punto la squadra che ha più palloni nel deposito.
  • GARA DI TIRI DOPO PERCORSO MOTORIO: dividere i bambini in due squadre. Tracciare due percorsi motori uguali (ostacolini, cerchi, slalom, etc...). Davanti ad ogni percorso tracciare una porta (con o senza portiere). Ogni bambino ha un pallone. Partono i primi 2 bambini di ogni squadra. Il bambino che completa per primo il percorso motorio guadagna 1 punto. Se si fa gol si guadagna un ulteriore punto.
  • PARTITELLE FINALI (4 VS 4 OPPURE 5 VS 5)
  • GIOCO ASPIRAPOLVERE: i bambini vanno a recuperare tutto il materiale
  • CONSEGNA DEI DIPLOMI

lunedì 7 settembre 2015

Calcio a numero chiuso ... e altro

AVVISO
L'articolo è lungo, ma credo ne valga la pena arrivare fino in fondo. Io sono il primo ad essere contrario agli articoli lunghi, quindi cercherò di essere il più sintetico possibile.

INTRODUZIONE
Mi appresto a scrivere uno degli articoli più deprimenti da quando ho deciso di aprire questo blog. Sono veramente nauseato ed indignato su come certi adulti concepiscano il calcio giocato dai bambini. Certe cose mi fanno perdere la voglia, ma siccome mollare non è nel mio stile e siccome, un pò in maniera presuntuosa, credo sempre nel mio piccolo di poter cambiare in meglio il calcio giovanile, ho deciso di scrivere questo articolo, nella speranza che venga letto da tantissime persone. Il mio obbiettivo non è convincere gli altri della bontà delle mie idee, perchè ognuno è libero di pensarla come meglio crede, ma vorrei che questo articolo sia una sorta di campanello d'allarme su quanto sta succedendo nella gestione dei bambini nel calcio.

SVOLGIMENTO
E' tutta estate che ricevo messaggi o telefonate rigurdanti questi temi:

- "Quell'allenatore ha deciso di andare in un'altra società e si è portato via anche alcuni bambini";

- "Quel dirigente di quella società telefona a casa dei genitori per convincere il figlio a cambiare società";

- "Quel genitore ha deciso di far cambiare squadra al figlio perchè in quella società è garantito il numero chiuso e i bambini bravi si allenano meglio e imparano prima";

Ahhhhhhhhhhhh!!!! Credetemi ho la pella d'oca scrivendo queste insulse frasi, ma purtroppo non è retorica, non mi sto inventando nulla. Sono cose realmente accadute!!!

Premetto subito che il problema siamo sempre noi ADULTI: i bambini non si sognerebbero mai di cambiare squadra (dico squadra ma potrei dire paese, scuola, etc...), ma purtroppo subiscono sempre la volontà degli adulti in questi casi.

Altre premesse: 
- un genitore è libero di spostare suo figlio dove meglio crede, sempre cercando la felicità del bambino;
- un allenatore è libero di cambiare squadra se non si trova in sintonia con gli obbiettivi della società in cui allena;
- un dirigente ha tutto il diritto di sponsorizzare al meglio la propria società;

Ora però, dopo queste sacrosante premesse, ho tanti quesiti che mi frullano in testa:

- un allenatore fa bene a cambiare società se non ne condivide i metodi e gli obbiettivi. Ma perchè coinvolgere in questa scelta personale anche altre famiglie? Perchè chiamare, guarda caso, solo le famiglie dei bambini più pronti? Perchè contestare malamente l'operato della società che si lascia lodando invece la nuova società (senza aver ancora fatto mezzo allenamento)?
Mi vieni quindi da pensare male: forse l'allenatore vuole solo vincere e dimostrare alla nuova società che lui è bravo; forse l'allenatore è un pò insicuro e siccome non conosce i nuovi bambini è meglio portarsi dietro quelli più bravi, così può ottenere risultati subito; forse l'allenatore giudica i bambini solo come un mezzo per ottenere i propri risultati e non semplicemente dei bambini da educare e da migliorare (ed in questo caso un bambino vale l'altro).

- una società professionistica è giusto che faccia selezione e che quindi, su segnalazione dei propri osservatori, recuperi i numeri di telefono dei genitori, dalle società in cui giocano i bambini promettenti. Ma perchè invece società dilettantistiche della zona organizzano dei campus estivi e si permettono di telefonare (con l'aiuto di pseudo-osservatori) a casa dei genitori dei bambini più bravi cercando di convicerli a tesserarsi per la loro società? E' un puro caso che chiamino solo i bambini più pronti?
Anche qui mi viene da pensare male: forse quella società vuole farsi un nome solo attraverso le vittorie e non attraverso il duro e lungo lavoro di educazione sportiva. Forse ci guadagnano di più "illudendo" i bambini "bravi" (e quindi i loro genitori), piuttosto che creare uno staff di allenatori competenti.

- una società professionistica ha tutto il diritto di fare squadre a numero chiuso, perchè il loro obbiettivo è quello di formare i possibili calciatori del futuro e quindi è giusto che selezionino i più "forti" e che quindi gli allenamenti siano di alto livello. Ma perchè invece società dilettantistiche della zona promettono ai genitori SQUADRE di BAMBINI a NUMERO CHIUSO? E dove vanno i bambini scartati? E se la società ha già raggiunto il numero massimo di bambini che si è prefissata  ed arriva il bambino più bravo, cosa fanno, lo scartano o lo tesserano?
Per me il numero chiuso tanto sbandierato da una società dilettantistica è da DENUNCIA. Ha ragione mia moglie quando dice: "E' come se un bambino che non sa nuotare, non si può iscrivere al corso di nuoto perchè non sa nuotare!!!" Si vede che certe società si sono dimenticate che esiste la SCUOLA CALCIO per imparare a giocare a calcio. Se creiamo società a numero chiuso amplificheremo solo il problema dell'ANALFABETISMO MOTORIO e della sedentarietà dei bambini, forse però questi non sono problemi che si pongono tutte le società, forse è più importante vincere il campionato dei PULCINI Z!!!

- un genitore quando vede il figlio infelice dopo una stagione calcistica DEVE sapere il motivo di questa infelicità e se il figlio ha problemi con l'allenatore o con gli altri bambini, una possibile soluzione è cambiare squadra. Ma perchè un genitore obbliga il figlio, che ha sempre giocato e che è sempre stato sorridente ad ogni allenamento, a cambiare società e quindi gruppo di amici? Perchè i genitori dei bambini più bravi vanno a ricercare società dilettantistiche (e sottolineo dilettantistiche) a numero chiuso che garantiscono allenamenti di alto livello ai propri figli?
Ma si dai pensiamo male anche questa volta. Forse perchè questi genitori credono di avere in casa già un campione. Forse perchè hanno già deciso che il loro figlio debba sfondare nel mondo del calcio. Forse perchè pensano che fin da piccoli la cosa più importante sia la vittoria. Forse perchè credono seriamente che esistono bambini di serie A e bambini di serie B e che questi ultimi debbano cambiare sport, tanto non impareranno mai a giocare a calcio.

CONCLUSIONE
Vi ho promesso di essere sintetico e quindi concludo.  Spero di riceve con questo articolo tantissimi commenti (anche critiche, perchè no) e spero che questo articolo venga condiviso da moltissime persone. L'unica soluzione che ho trovato è questa: MI OFFRO IO DI ALLENARE I BAMBINI SCARTATI DALLE SOCIETA' DILETTANTISTICHE A NUMERO CHIUSO E SE VOLETE CONTATTATEMI PURE a questo indirizzo email: roberto.ferrario@outlook.com

mercoledì 2 settembre 2015

Lettera per la nuova stagione

Settembre 2015. La nuova stagione calcistica è già cominciata oppure è alle porte e vorrei inaugurare questo nuovo inizio con una email che mi sono sentito di mandare a due miei amici allenatori. E' una lettera da allenatore/genitore che probabilmente serve più a me stesso,  ma potrebbe essere utile a tutti quelli che devono confrontarsi non solo con i bambini ma anche con i loro genitori.

 
Carissimi,
ci tengo a scrivervi queste righe perchè le cose scritte e lette rimangono più in mente delle cose dette.
Sono sicuro che farete benissimo quest'anno perchè ho visto il tipo di persona che siete.

Il gruppo (non solo bambini) è un buon gruppo, ma come in tutti i gruppi anche qui si nascondono elementi più impegnativi (non solo bambini).

Vi do un pò di suggerimenti, poi sta a voi decidere come e se ascoltarli, perchè assolutamente non voglio interferire con il vostro operato. Sia chiaro vi osserverò con occhio critico, visto che vi affido mio figlio (CHE RESPONSABILITA'!!!!)

- Mai fare paragoni con il passato e mai accettare che qualcuno faccia paragoni con il passato. Esempio. "Mah Roberto faceva così!!!", "Ma io ero abituato a lavorare cosà", "Io ho sempre fatto così", "Io ho usato questo metodo qua", "I bambini dello scorso anno riuscivano a farlo" ... Credo di aver reso l'idea. Il passato è passato e dal passato si porta nel presente solo l'esperienza, non il confronto.

- Ognuno rispetti il propio ruolo: i bambini fanno i bambini, i genitori fanno i genitori, gli allenatori fanno gli allenatori e i dirigenti fanno i dirigenti. Chi decide su tutto quello che si fa sul campo siete voi allenatori. Nessun dirigente può prendere decisioni su allenamenti o partite senza avervi interpellato. Nessun genitore può permettersi di influenzare i vostri allenamenti o le vostre partite. Ci sarà il rischio della troppa confidenza di qualche genitore. Fuori dal campo bene. In campo si tira una riga e i genitori fanno i genitori.

- Siate collaborativi: ho visto troppe volte allenatori della stessa annata isolarsi con la propria squadra. La squadra non è di nessuno. La squadra non è dell'allenatore. Non esite squadra A e squadra B. Se tutto ciò dovesse accadere è solo colpa degli allenatori!!! Diamo un segnale diverso di collaborazione, di unione, di dialogo continuo. Sono gli allenatori in primis a non fare distinzioni con i bambini e a bloccare sul nascere le distinzioni fatte dai bambini stessi e dai genitori.  "Eh ma mio figlio perchè si è allenato con l'altro gruppo?" Risposta: "Qual'è il problema, non sono bambini della stessa età?"!!! "Mio figlio è triste e svogliato perchè non vuole giocare con la squadra debole" Risposta "Se vuole suo figlio può stare a casa a giocare con i LEGO. Magari a suo figlio farebbe bene imparare a perdere o imparare ad aiutare gli altri piuttosto che vincere la partita".

- Una cosa è la carta una cosa è il campo. Tutti abbiamo in mente come lavorare con i bambini, quali esercitazioni fargli fare, ma poi è solo il campo che detta le regole. Non esistono metodi prestabiliti o metodi migliori di altri. Il metodo migliore si deve cercare ogni anno e deve adattarsi ai bambini. Seduta dopo seduta si deve capire quando chiedere di più e quando invece rallentare nelle pretese.

- Avere chiaro in mente quello che si sta facendo e quello che si vuole fare. Mai improvvisare giusto per far passare il tempo. L'improvvisazione è una dote dell'allenatore, ma va usata solo per adeguare una seduta di allenamento che non sta funzionando.

- I bambini devono essere felici: la cartina al tornasole sono i bambini. Se si divertono e ridono e c'è un clima spensierato, l'allenatore sta facendo bene. Se invece ogni seduta di allenamento è una finale di Champions League qualcosa non torna. Va bene pretendere attenzione, disponibilità, ritmo, ma ricordiamoci sempre che sono bambini. Ricordiamoci sempre che se durante la seduta di allenamento stiamo alzando troppo la voce il problema non è dei bambini ma forse è un mio problema perchè sono troppo nervoso oppure perchè inconsciamente sono diventato troppo esigente. In questo caso essere in due sul campo aiuta perchè se non ci arriva uno, ci arriva l'altro.

- Le partite sono un allenamento e l'allenamento non è il parchetto: a questa età la partita ha solo lo scopo di essere una seduta di allenamento in più e va vissuta in maniera serena. Trovate il giusto equilibrio per evitare che i bambini già a questa età "sentano troppo tanto o troppo poco" la partita. Mi sa che qua bisogna prima lavorare sui genitori!!!
L'allenamento non è il parchetto comunale dove ognuno decide cosa fare e definisce le proprie regole. L'allenamento è una scuola. La scuola ha delle regole. Le regole vanno rispettate. Sempre. Fissate poche regole ma fatele rispettare. Le regole vanno fissate subito ad inizio stagione e vanno resi partecipi anche i genitori. Nessuno dovrà dire: "Eh ma io non sapevo".

Concludo dicendovi che ci sono diversi modi di allenare. Se lo si fa con il cuore e si tengono presenti le cose scritte sopra è molto difficile, più di una volta vorreste mandiare al diavolo tutto e tutti, ma se pensate che il vostro insegnamento possa migliorare non solo i bambini ma anche i genitori, beh allora avete capito cosa significa fare l'allenatore!!!



In bocca al lupo
Roberto Ferrario

mercoledì 3 giugno 2015

Piccoli Amici: allenare i genitori

Oratorio di Bernareggio, mercoledì 27 maggio 2015: sento troppo spesso dire nel mondo del calcio frasi retoriche e frasi fatte del tipo: "Il miglior giocatore è orfano" oppure "I genitori devono stare fuori dal cancello". Mi permetto di dissentire con questa gente che forse non si ricorda di essere a sua volta un genitore e di essere stato una volta bambino.
Credo fortemente che il ruole del genitore sia fondamentale per qualsiasi società sportiva e che soprattutto il genitore abbia tutto il diritto di conoscere quali siano i programmi della società e principalmente avere le referenze dell'allenatore che per almeno un anno "educherà" il figlio.
Come per i bambini, il genitore va educato, va allenato e va coinvolto in tutte le fasi cruciale della stagione sportiva: non si può pretendere di insegnare ai bambini un certo tipo di calcio fatto di educazione, onestà e meritocrazia se prima non si ha l'appoggio dei genitori.
E' difficile avere l'approvazione di tutti, ma quanto meno si deve avere la "sana presunzione" di seminare il dubbio nelle menti di quei genitori che per anni hanno visto e vissuto il calcio in un altro modo.
Tutta questa premessa per raccontarvi lo splendido pomeriggio vissuto con i Piccoli Amici 2007 della Vibe Ronchese ed i loro genitori. Credo che per la prima volta nel calcio si siano visti in campo tutti gli elementi di una famiglia: papà, mamma e figli!!!

Pomeriggio divertente iniziato con le mamme impegnate a svolgere gli stessi esercizi ripetuti con i bambini durante l'anno: i bambini seduti in cerchio hanno apprezzato l'abilità delle loro mamme.
Si è poi svolta una bellissima partita mamme contro bambini: nessuno ci stava a perdere ed ho visto delle mamme fare degli interventi al limite del regolamento sul proprio figlio!!!

Risultato finale: 4-2 per i bimbi!!!
Alla spicciolata sono arrivati anche i papà che si sono uniti alle mamme per cercare di battere i figli: anche in questo caso credo che sia la prima volta che nel calcio si sia visto un marito giocare una partita con la propria moglie!!!


A poco a poco l'autonomia delle mamme andava spegnendosi e la voglia dei papà di ritornare bambini andava crescendo: si è conclusa la serata con le mamme ed i bambini a bordo campo e quei "bambinoni" dei papà ad arrancare in campo!!!


Anche questo è calcio ... anzi ... QUESTO DOVREBBE ESSERE IL CALCIO!!!

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI I 
GENITORI DEI PICCOLI AMICI 2007 
DELLA VIBE RONCHESE. 
STAGIONE INDIMENTICABILE

martedì 26 maggio 2015

Piccoli Amici Allenamento 25/05/2015

LUNEDI' 25 MAGGIO 2015 ORE 18:00-19:20

1.ESERCIZIO COORDINATIVO/TECNICO CON IL NASTRO
Due paletti. Legare I due paletti con un nastro. Tre bambini ai lati (dx e sx) del nastro posizionati dietro ad un cinesino con un pallone. Tre bambini senza pallone che devono oltrepassare/scavalcare il nastro con passo laterale (da destra a sinistra e viceversa), ricevere il pallone dal compagno che sta dietro al cinesino, restituirgli palla e ri-scavalcare il nastro.
PROGRESSIONE: prima con le mani e poi con i piedi.
VARIANTE 1: utilizzare un unico pallone che deve essere fatto passare a zig zag a tutti I bambini dietro al cinesino da parte del bambino che scavalca il nastro.
VARIANTE 2: il bambino non deve scavalcare il nastro, ma deve strisciare sotto.

2.STAFFETTA CON IL NASTRO

Due squadre. Due campi formati da due paletti con il nastro, 3 quadrati. Nella stazione iniziale ci sono 2 bambini: uno con il pallone ed uno che attende. Il bambino con la palla in mano deve far arrivare il pallone al compagno di fronte lanciando il pallone sopra il nastro (1); il bambino cerca di ricevere la palla che rimbalza nel quadrato e poi la trasmette al compagno posto a destra o a sinistra (2); il terzo bambino riceve la palla rasoterra e la trasmette nella stazione iniziale (3). Ogni volta che si trasmette palla si segue il movimento della palla stessa muovendodi nella stazione successiva (si striscia sotto al nastro).
Vince la squadra che completa tre giri. 
 
3.TIRI DI PRECISIONE CON IL NASTRO

Posizionare i due paletti con il nastro davanti alla porta. Il nastro si alza o si abbassa (dipende dalla richieste dell'allenatore). Esercizio di slalom a coppi. L'allenatore chiamerà un colore: al colore è associato il comando di calciare sotto o sopra al nastro.

4. PARTITELLA FINALE

giovedì 21 maggio 2015

Piccoli Amici Allenamento 20/05/2015

MERCOLEDI' 20 MAGGIO 2015 ORE 18:00-19:20

1. MOTRICITA' CON L'UTILIZZO DEL MURETTO

Gruppi di 3 o 4 bambini in fila con un unico pallone di fronte ad un muretto. Si traccia con i cinesini una riga parallela al muro ad una distanza di crica 3 metri. Il bambino con la palla, la lancia contro il muro e si rimette in coda. Se il bambino successivo non riesce a prenderla/controllarla prende un punto di penalità. Al termine del tempo prefissato vince il bambino con meno penalità. Prima si utilizzano le mani per lanciare la palla contro il muro e poi I piedi cercando sempre interessanti varianti come quella di far passare la palla sotto le gambe dopo averla lanciata contro il muro.


2. ESERCIZIO PER CONDUZIONE, SMARCAMENTO E TIRO IN PORTA

Esercizio a coppie. Un portiere e due bambini con un pallone a testa. Si posizionano due aste in orizzontale distanziate 2 metri circa per lasciare un corridoio centrale per il passaggio. Due cinesini rossi (e gialli) in verticale alla distanza di circa 3 metri. I due bambini si posizionano con il pallone uno dietro al cono rosso e l'altro dietro al cono giallo. L'allenatore alza un cinesino colorato (es. Giallo). Il giocatore posizionato dietro al cinesino del colore “chiamato” esegue una conduzione veloce verso l'altro cinesino. L'altro bambino lascia il pallone e corre velocemente puntando il cinesino frontale per poi superare l'asta verso l'esterno, aspettando il filtrante del compagno prima di calciare in porta.


3. STAFFETTA PER TRASMISSIONE E SMARCAMENTO

5 bambini. Un rombo disegnato con le aste. 4 cinesini a formare una croce. 1 pallone. Sul cinesino iniziale si posizionano 2 bambini. Al via il bambino con il pallone effettua una conduzione verso l'apertura del rombo (1); effettua un passaggio a destra (2); si smarca all'esterno dell'asta spostandosi sul cinesino successivo (3) e così di seguito tutti I compagni. In forma di staffetta vince la squadra che completa per prima due giri.


4. Partitelle 5 vs. 5

mercoledì 20 maggio 2015

Milan Academy Advanced Level - Formiamo il giocatore

Cernusco sul Naviglio 11-18 maggio 2015: si è appena concluso il corso Advanced Level del Milan Academy, al quale ho avuto la fortuna di partecipare. Quando i relatori sono GIANFRANCO PARMA e ANTONELLO BOLIS si ha la certezza di portare a casa sempre qualcosa e anche quando gli argomenti trattati si conosco già e vengono già messi in pratica, una loro lezione ti infonde sempre più fiducia e ti rafforza la consapevolezza di essere sulla strada giusta.

Con questo articolo non voglio fare una crono-storia del corso, ma mi limito ad elencare i punti salienti che già erano stati trattati lo scorso anno al corso Entry Level, ma che sono stati ripresi con maggior vigore e convinzioni in questo nuovo livello.

OBBIETTIVO: formare il giocatore a 360° intervenendo sull'area tecnica, motoria, tattica e cognitiva. Non si possono scindere le diverse aree, allenandole singolarmente, ma le esercitazioni devono coprire tutte le tematiche contemporaneamente perchè il ragazzo è un sistema integrato di tutte queste cose.

Per raggiungere questo ambizioso obbiettivo il Milan Academy con il suo modello integrato suggerisce:

- chiarezza negli obbiettivi della società che devono essere condivisi da tutti: presidente, dirigenti, accompagnatori, allenatori, genitori e bambini;

- tutte le agenzie educative devono far pervenire ai bambini/ragazzi gli stessi messaggi per evitare confusione nella loro mente: scuola, genitori, società sportive, oratori, parrocchie devono avere a cuore la formazione dell'individuo applicando gli stessi metodi;

- evitare di illudere i bambini, aiutando loro (e i loro genitori) a riconoscere e a metabolizzare i propri limiti, che non devono essere un deterrente "a mollare il colpo", ma devono infondere consapevolezza e quindi tranquillità;

- le esercitazioni non devono essere il focus dell'allenatore. Le esercitazioni sono solo lo strumento per raggiungere gli obbiettivi precedentemente prefissati. Se l'obbiettivo è chiaro allora scelgo le esercitazioni funzionali per raggiungerlo e non viceversa;

- se ho il pallone posso fare tante cose. Ribaltiamo un pò la mentalità italiana del "primo non prenderle", ma non per spirito di imitazione del modello spagnolo e tedesco, ma sempre per raggiungere l'obbiettivo integrato. Avere la palla nei piedi non ti permette solo di allenare l'area tecnico/tattica, ma "obbliga" il bambino a prendersi responsabilità migliorando in coraggio, fiducia ed autostima;

- tre quarti delle sedute di allenamento devono essere mirate al possesso palla al quale deve assolutamente partecipare anche il portiere che finalmente diventa parte integrante degli 11 ed è il primo giocatore che ci permette fin dalla nostra area di avere la superiorità numerica;

- ottimizzare i tempi dall'allenamento: per poter far toccare il più possibile la palla ai bambini, per recuperare il tempo perso a scuola (dove l'analfabetismo motorio avanza sempre più), per allenare il bambino nel suo insieme, le esercitazioni così dette "a secco" lasciano spazio ed esercitazioni ad alta intensità, col pallone, con chiari obbiettivi tattici e cognitivi. Un esempio su tutti utilizzo della CROCE nelle esercitazioni;

- trasformare il pensiero lento dei bambini in pensiero veloce. L'allenatore deve garantire al bambino una quantità esorbitante di esperienze che saranno utili al bambino stesso per poter scegliere la miglior soluzione nel minor tempo possibile. Non addestro quindi il bambino alla risposta, ma gli fornisco le basi per poter ricercare in autonomia la soluzione;

- l'allenatore deve conoscere la materia: non posso permettermi di improvvisare quando ho nelle mani il corpo e la mente di un bambino. Se non conosco non faccio, se non faccio evito danni a volte irreparabili;

Concludo con una bellissima frase che il professor Antonello Bolis ci ha regalato durante il corso:

I BAMBINI NON SONO VASI DA RIEMPIRE, MA SONO DEI FUOCHI DA ACCENDERE

A fine corso, premio per la nostra voglia di sapere, di metterci in discussione e di confrontarci con altre correnti di pensiero ci è stato rilasciato un attestato. Orgoglioso vi mostro il mio: